SIT! di Marco Chiurato
ASOLO "PALAZZO PRETORIO" opening 12 maggio 2012 ore 18,00
13 maggio - 24 giugno 2012 venerdì-sabato-domenica 11,00 - 19,00
Evento che si svolgerà ad ASOLO e che racconterà la drammatica condizione di tante donne vittime di una terribile forma di violenza: l’acidificazione. In alcune zone dell’Asia Centrale, infatti,e' vergognosa abitudine maschile gettare improvvisamente acidi corrosivi e devastanti sul volto di giovani donne, spesso bambine, che rifiutano di fidanzarsi o sposarsi con il pretendente, o magari perché la loro dote non e' considerata sufficiente dalla famiglia del marito, per gelosia, invidia o cattiveria. L’acido raggiunge gli occhi, le labbra, il volto e scende nel torace. Vengono trasportate all'ospedale, dove a volte muoiono senza cure ma, quando sopravvivono, devono affrontare la tragedia: dolore fisico insopportabile e un indescrivibile dolore psicologico. Molte restano cieche, altre non riescono più a parlare o a deglutire. Faticano a respirare e non sono possibili i movimenti del capo a causa delle cicatrici. UNESCO, in collaborazione con l’Associazione Smileagain di Udine, impegnata ad aiutare, operare e reintegrare le donne acidificate, ha quindi ideato un evento artistico/culturale, avvalendosi dell’artista marosticense
Ogni visitatore dovrà prendersi le responsabilità delle proprie azioni
mercoledì 9 maggio 2012
domenica 29 aprile 2012
particolari del canova
Mostra di Marco Chiurato a cura del Prof. Domenico Patassini
Domenica 29 aprile 2012(dalle 10 alle 19)
Museo Civico di Bassano del Grappa
rinvia al restauro della Danzatrice con i cembali, rimasta per quasi un secolo senza braccia per una granata. Carlo Scarpa, nel restauro della Gipsoteca di Possagno, la mise al centro, come se fosse la guida delle altre danzatrici, con i suoi monconi di braccia a dare il passo e le movenze alle altre intorno. Un movimento 'potente' che creava una specie di vortice in un vuoto apparente. Così, ogni tassello bianco di quelle statue in gesso, diventava la nota di uno spartito...
particolari di danza
dei gessi distrutti
solo un poeta notò il movimento
e senza cembalo le note
in un vortice di danza
di un torso scheggiato
ritmato da due monconi
pròtesi
di un vuoto apparente
compone ogni piccola cella
bianca
vitale
nel rigo di uno spartito.
Patax aprile 2012
sabato 14 aprile 2012
sabato 31 marzo 2012
lunedì 5 marzo 2012
domenica 12 febbraio 2012
"CONCEPIMENTO DI UN'OPERA" di Marco Chiurato
PERFORMANCE "solo per chi riceve l'invito postale" -20 febbraio 2012 ore 24.00-Asiago
INVITO PUBBLICO- 20 Novembre 2012 Via Cesare Battisti 6, Marostica (VI)


L’arte imita la vita, qui si fa il contrario, qui si fa sul serio. Il giorno 20 febbraio 2012 la signoria vostra è invitata alla concezione. Anzi no, le signorie sono pregate di aspettare, perché il concepimento è mio, ma la realizzazione sarà vostra solo nove mesi dopo, tanto richiede la natura all’arte e tanto aggiunge al talento per essere vista e goduta da tutti. Pazientate. E abbiate fede. Vi chiedo solo 9 mesi. il giorno 20 Novembre, all’ora che non posso decidere Marco Chiurato sarà qualcosa di più e qualcosa di diverso da quello che era. In virtù dell’opera, perché non è vero che l’arte arricchisce solo il pubblico, la verità è che il primo a beneficiarne è l’artista. Sono sicuro che il giorno 20 Novembre il mondo ne risulterà cambiato.
“Chi salva una vita salva il mondo intero” dicono i rabbini, figuriamoci un mondo in cui uno crea una vita.
INVITO PUBBLICO- 20 Novembre 2012 Via Cesare Battisti 6, Marostica (VI)


L’arte imita la vita, qui si fa il contrario, qui si fa sul serio. Il giorno 20 febbraio 2012 la signoria vostra è invitata alla concezione. Anzi no, le signorie sono pregate di aspettare, perché il concepimento è mio, ma la realizzazione sarà vostra solo nove mesi dopo, tanto richiede la natura all’arte e tanto aggiunge al talento per essere vista e goduta da tutti. Pazientate. E abbiate fede. Vi chiedo solo 9 mesi. il giorno 20 Novembre, all’ora che non posso decidere Marco Chiurato sarà qualcosa di più e qualcosa di diverso da quello che era. In virtù dell’opera, perché non è vero che l’arte arricchisce solo il pubblico, la verità è che il primo a beneficiarne è l’artista. Sono sicuro che il giorno 20 Novembre il mondo ne risulterà cambiato.
“Chi salva una vita salva il mondo intero” dicono i rabbini, figuriamoci un mondo in cui uno crea una vita.
venerdì 3 febbraio 2012
progetto Marco Chiurato + Samuel Peron
"PROGETTO FINITO" NON ANCORA PORTATO A TERMINE
"Maniche corte o maniche lunghe?
a breve in vendita.

"Maniche corte o maniche lunghe?
a breve in vendita.
“Maniche corte o maniche
lunghe?”
Questa domanda sembra apparentemente divertente e
canzonatoria, ma non tutti sanno che, se viene pronunciata in Sierra Leone,
nasconde l’orrore.
Dal ’97 quando avvenne il colpo di Stato per opera dei
ribelli del Fronte Unito Rivoluzionario (RUF), questo Paese brancola alla
cieca in una guerra tra bande
armate, odi tribali e una sanguinaria lotta per le straordinarie risorse di
diamanti.
Una delle più barbare forme di violenza da parte dei
ribelli è l’amputazione degli arti. Viene ordinato ai civili di
sdraiarsi con la faccia a terra poi, a uno a uno, viene posta la terribile
domanda: è la modalità per far scegliere se si vuole essere amputati ai polsi o
al gomito a colpi di machete.
Questa forma di violenza, così macabra e disumana,
ha ispirato l’opera di Marco Chiurato.
L’artista ha realizzato 200 angioletti, che
ricordano i putti rappresentati in molte chiese e opere d’arte.
Cento di questi angioletti sono stati realizzati senza
braccia e cento senza mani, il che rispecchia la doppia modalità di
amputazione: ai polsi o al gomito.
Il testimonial dell’opera sarà il ballerino Samuel
Peron e qui la scelta non è stata casuale: i ballerini infatti utilizzano tutti
gli arti in modo esponenziale, cosa che purtroppo non potranno mai più fare le
persone che hanno subito un’amputazione.
Le opere di Chiurato potranno essere acquistate e
il ricavato sarà donato all’Associazione Plaza per poi essere devoluto ad
un’associazione che opera in Sierra Leone nella cura e nell’assistenza dei
mutilati.
"Maniche lunghe o maniche corte?" L'opzione spensierata e allegra che il boia poneva prima di procedere al taglio, esigeva la sua risposta, solo dopo ti accontentava. Nata in Sierra Leone, durante i 10 anni della guerra civile, questa formula fece la sua fortuna ed ebbe una certa celebrità perché - parafrasando Pascal - l'orrore ha le sue ragioni che la ragione non conosce. Ha ragioni politiche, ha ragioni d'uso, ha ragioni che noi non conosciamo e che abitano il profondo dei nostri incubi. Marco Chiurato ci mette davanti i suoi angioletti mozzi e ci ripropone la questione: perché proviamo tanto orrore davanti a questa semplice domanda? Maniche corte o maniche lunghe. Chiurato ha ragione e fa bene a interrogarci perché si rivolge al cuore del nostro orrore, parla del boia che ci portiamo dentro e che ci accompagna. Vuoi più bene alla mamma o al papa? Preferisci morire affogato o schiantato? Vorresti essere bello e povero oppure ricco e brutto? Ogni volta che formuliamo un'opzione di questo tipo, neghiamo la libertà che la presuppone e facciamo della scelta un paradosso ghignante, in realtà evochiamo l'inferno, il nostro inferno. Al modo in cui ci confonde il bene nato dal male, nella maniera che sentiamo quando vediamo il male nascere dal bene, la libertà di farsi tagliare le mani o, a piacere, le braccia intere, è l'orrore della libertà concessa da chi te la sta per togliere del tutto, la maschera stravolta della nostra volontà e l'eterogenesi dei fini che ride e ci vuole folli. La facoltà di scegliere il tuo male è essenzialmente demoniaca.
Di fronte all'orrore a cui ci rimanda Chiurato persino la morte sembra consolante, quando arriva e rassicura perché non puoi più farci niente, allora che non centri più. Maniche lunghe o maniche corte? Chiurato ci fa apparire pietosa persino la sicurezza con cui le società comminano la pena di morte, confortante quando è accompagnata da un messale, grande nella la liturgia che la celebra e fastoso quanto piu grande e sontuoso è l'omaggio alla vita che si va a togliere.
Persino la morte industriale del secolo scorso distese l'orrore ultimo senza farsi questa domanda. Primo Levi si interrogò a lungo sul caso e il destino, scartò quest'ultimo e non chiese mai conto neanche ai kapò del male con cui l'inferno veniva a bussare chiedendo cos'era meglio per loro con: vuoi morire uccidendo o preferisci vivere morendo? Maniche corte o maniche lunghe?
L'orrore per essere politicamente utile non basta che sia grande, deve essere infettivo, deve propalarsi e contagiare di sé anche colui che non lo prova direttamemte. Ecco, quella semplice domanda porta con sé il seme, ha il potere del contagio e la forza di evocarlo. Il colonnello Kurz in "Cuore di tenebra" muore gridando "l'orrore, l'orrore", Conrad ne fa il prototipo dell'uomo che formulò per sé la domanda: abbruttirsi sterminando le vite dei bruti o diventare un bruto risparmiandole? Maniche
corte o maniche lunghe?
Di fronte all'orrore a cui ci rimanda Chiurato persino la morte sembra consolante, quando arriva e rassicura perché non puoi più farci niente, allora che non centri più. Maniche lunghe o maniche corte? Chiurato ci fa apparire pietosa persino la sicurezza con cui le società comminano la pena di morte, confortante quando è accompagnata da un messale, grande nella la liturgia che la celebra e fastoso quanto piu grande e sontuoso è l'omaggio alla vita che si va a togliere.
Persino la morte industriale del secolo scorso distese l'orrore ultimo senza farsi questa domanda. Primo Levi si interrogò a lungo sul caso e il destino, scartò quest'ultimo e non chiese mai conto neanche ai kapò del male con cui l'inferno veniva a bussare chiedendo cos'era meglio per loro con: vuoi morire uccidendo o preferisci vivere morendo? Maniche corte o maniche lunghe?
L'orrore per essere politicamente utile non basta che sia grande, deve essere infettivo, deve propalarsi e contagiare di sé anche colui che non lo prova direttamemte. Ecco, quella semplice domanda porta con sé il seme, ha il potere del contagio e la forza di evocarlo. Il colonnello Kurz in "Cuore di tenebra" muore gridando "l'orrore, l'orrore", Conrad ne fa il prototipo dell'uomo che formulò per sé la domanda: abbruttirsi sterminando le vite dei bruti o diventare un bruto risparmiandole? Maniche
corte o maniche lunghe?
"Long
sleeves or short sleeves?". The cheerful and thoughtless option that the
executioner put before to proceed with the cut. He required his answer, only
after he satisfied.
Born in
Sierra Leone, during the 10 years of Civil War, this system made its fortune
and had big celebrity because -
paraphrasing Pascal – the horror has its reasons that the reason doesn’t
know.
It has
politic reasons, use reasons, it has reasons that we don’t know and that live
the depth of our nightmares. Marco Chiurato puts us in front of his docked
little angels and he repeats the question: Why do we feel so much horror in
front of this simple question? "Long sleeves or short sleeves?".
Chiurato has reason and he does well to interrogate us because he calls on the
heart of our horror. He tells of the executioner that we have inside and that
follows us. Do you love more you mom or your father? Do you prefer to die
drowning or crashing? Would you like to be beautiful and poor or rich and ugly?
Each time we put an option of this kind, we deny the freedom that requires
itself and we make of our choice a grinning paradox; in fact we evoke the hell,
our hell.
To the way
in which the good arises from evil confuses us. In the manner that we feel when
we see the evil rising from the good. The freedom of making our hands to be
cut, or, as much as one likes, the whole arms. It is the horror of the conceded
freedom from who is going to taking it forever, the contort mask of our will
and the purposes heterogenesis that laughs and wants us crazy.
The faculty
of choosing your evil is essentially demoniac.
In front of
the horror to which Chiurato puts us, even the death seams us comforting. When
it comes and reassures because you can’t do nothing else, when you are not part
of it any more. Long sleeves or short sleeves? Chiurato shows us even
pitiful the security with which the societies inflict the death penalty, consoling when it is accompanied
by a missal, big in the liturgy that celebrates it and magnificient as bigger
and more sumptuous it’s the homage to the life that they are going to take.
Even the
last century industrial death offered the last horror without asking this
question. Primo Levi asked himself a lot of the chance and the destiny. He
refused this last and he never asked the kapos about the evil with which the
hell was coming asking what were better for them with: “Do you want do die
killing or do you prefer live dying? Long sleeves or short sleeves?
The horror
of being politically useful is not enough if it is big. It must be infective,
it must spread and contaminate also who doesn’t feel it directly. Here, the
simple question brings the seed, it has the power of infecting and the force to
invoke it. The colonel Kurz in "Heart of Darkness" dies shouting
"the horror, the horror". Conrad made him the prototype of the man
who formulated for himself the question: to brutalize exterminating the lives
of the brutes or to become a brute sparing them? Long sleeves or short
sleeves??
Text written by Emilio
Randon
Translation by Alinka Bonotto

giovedì 12 gennaio 2012
CHI E' SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA
PERFORMANCE RINVIATA!!!
17 gennaio 2012 ore 06.00 CAVA DEL FAGANELLO - LUSIANA (VI)
CHI E' SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA
Let Him who isn't guilty cast the first stone

Chi è senza peccato scagli la prima pietra
chi è senza volto lasci la parola al tempo
chi è fuori dal tempo lasci parlare la pietra
e il vento che la trasforma in polvere.
Let Him who isn't guilty cast the first stone
Let Him who is faceless entrust words to time
Let Him who is timeless concede the stone to speak
and the wind turns it into dust.
COLLEGAMENTO AL BLOG CHIURATOARTGALLERY
“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”di Marco Chiurato
E’ stata ………..a ispirare Marco Chiurato alla creazione di un’opera che farà senz’altro riflettere.
Il tema su cui si concentra questa volta l’artista marosticense è quello del “gioco”
il lancio dei sassi.
Oggetto del “gioco” sono le donne
L’opera di Chiurato è diretta e colpisce subito lo spettatore che vedrà una prima scultura in zucchero,
raffigurante una donna ritratta a mezzobusto, da questa, una metamorfosi che la trasformerà in una pietra “di dimensioni non troppo grandi “
Il collegamento è ancora più chiaro se si guarda il video dell’Artista: la donna,
costruita in zucchero, viene sciolta per trasformarsi in una massa dapprima indefinita,
ma che poi prenderà la forma di una pietra,
strumento della sua stessa distruzione e che sarà impugnata dai "giocatori".
l’Artista potrà plasmare la scultura, trasformandola in pietra oppure in donna in un ciclo infinito e reversibile,
che non lascia spazio a una situazione definita e certa.
la Location della performance in una cava di pietra, e la partita potrebbe venir rinviata all'infinito lasciando il "gioco" in sospeso,
così l’Artista si concederà il beneficio di rinviare continuamente la data dell’esposizione a proprio piacimento,
mettendo lo spettatore in una condizione di incertezza e insicurezza,
in questa performance così dura e al tempo stesso così realistica.
“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”




17 gennaio 2012 ore 06.00 CAVA DEL FAGANELLO - LUSIANA (VI)
CHI E' SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA
Let Him who isn't guilty cast the first stone

Chi è senza peccato scagli la prima pietra
chi è senza volto lasci la parola al tempo
chi è fuori dal tempo lasci parlare la pietra
e il vento che la trasforma in polvere.
Let Him who isn't guilty cast the first stone
Let Him who is faceless entrust words to time
Let Him who is timeless concede the stone to speak
and the wind turns it into dust.
COLLEGAMENTO AL BLOG CHIURATOARTGALLERY
“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”di Marco Chiurato
E’ stata ………..a ispirare Marco Chiurato alla creazione di un’opera che farà senz’altro riflettere.
Il tema su cui si concentra questa volta l’artista marosticense è quello del “gioco”
il lancio dei sassi.
Oggetto del “gioco” sono le donne
L’opera di Chiurato è diretta e colpisce subito lo spettatore che vedrà una prima scultura in zucchero,
raffigurante una donna ritratta a mezzobusto, da questa, una metamorfosi che la trasformerà in una pietra “di dimensioni non troppo grandi “
Il collegamento è ancora più chiaro se si guarda il video dell’Artista: la donna,
costruita in zucchero, viene sciolta per trasformarsi in una massa dapprima indefinita,
ma che poi prenderà la forma di una pietra,
strumento della sua stessa distruzione e che sarà impugnata dai "giocatori".
l’Artista potrà plasmare la scultura, trasformandola in pietra oppure in donna in un ciclo infinito e reversibile,
che non lascia spazio a una situazione definita e certa.
la Location della performance in una cava di pietra, e la partita potrebbe venir rinviata all'infinito lasciando il "gioco" in sospeso,
così l’Artista si concederà il beneficio di rinviare continuamente la data dell’esposizione a proprio piacimento,
mettendo lo spettatore in una condizione di incertezza e insicurezza,
in questa performance così dura e al tempo stesso così realistica.
“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”




martedì 10 gennaio 2012
Marco Chiurato immortalato dagli artisti Zacharias_Giannaki
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